
Piazza Duomo
Mi ci sono laureata e ci ho studiato un master: l’Aquila è stata casa mia per circa 7 anni.
Sono estremamente dispiaciuta e abbattuta che la città che conoscevo palmo a palmo ora non c’è più, insieme a 294 persone.
È molto difficile esprimere a parole quel misto di profonda tristezza e rabbia che provo. Per fortuna tutti i miei amici sono vivi, anche se alcuni sono stati colpiti da lutti in famiglia o hanno perso la loro casa.
Non entro nella polemica, visto che si sa che in Italia le cose sono sempre fatte male, così come si sa che molto probabilmente nessuno pagherà per aver guadagnato sulle vite degli altri.
E c’è chi la vede come una vacanza in tenda: tutti gli stranieri sono scioccati dal vergognoso senso dell’umorismo di Berlusconi. Ma perché non sta zitto per una buona volta? Abbiamo davvero toccato il fondo. Mi fermo qui, altrimenti mi ribolle il sangue…
Stando quassù, a Londra, mi sento inutile. Ho seguito gli avvenimenti online sul sito della Repubblica, in diretta, aggiornando la pagina ogni 3-4 minuti per 4 giorni, e mi sono trovata a spiegare alle persone che mi chiedevano se conoscevo il posto, quanto sono legata all’Aquila, all’Abruzzo e ai suoi abitanti con la voce rotta e trattenendo le lacrime.
Ieri, cercando tra le mie borse di tela per portare la spesa, ho trovato quella che ho comprato alla libreria Colacchi, di fronte a Palazzo Camponeschi, in via Roma, all’Aquila, che riporta questa poesiuola:
Quandu ‘u Gran Sassu
se mette ‘u cappejju,
vénnete le crape e comprete ju mantéjju,
quandu ‘u Gran Sassu
se cala le brache
vénnete ju mantéjju e comprete le crape.
Questo è il mio insignificante omaggio al popolo abruzzese: la gente più tosta che abbia mai conosciuto.
Commento inviato da Marco:
Che vergogna!! il Papa va in Africa in giro per il mondo a fare pubblicita’ e non riesce (stranamente !!!) ad andare a L’Aquila a vedere il disastro e a dare conforto!!! Ma è vicinissimo può andare in macchina tranquillamente, neanche al Papa gliene frega del terremoto e dei morti di un terremoto annunciato, di una strage. Si perchè solo Massimo Cialente e Roberto Riga sono i massimi responsabili di questa strage annunciata. Perché non condannarli, dare un esempio ogni sindaco è responsabile della sua citta!!! Denunciamoli per procurata strage perché loro sapevano ed hanno taciuto la notizia !!! assassini !!!!
aquilano_adottivo ha scritto (perdonatemi, c’è qualcosa che non va con WordPress, o magari sono io…):
Anch’io ho vissuto a L’Aquila – per oltre 10 anni – e ho cercato di confortare gli amici che sono là, oltre a dare il mio piccolo contributo per aiutare queste persone a uscire dalle enormi difficoltà in cui si trovano in questo momento.
Che tristezza………
Tra i 294 morti, una ventina erano bambini e ragazzi. Persone innocenti che hanno pagato colpe non loro.
I cittadini di Paganica si erano raccolti in preghiera alle prime avvisaglie di terremoto, poche ore prima della grande scossa di domenica notte.
E per tutta risposta su di loro s’è scatenato il finimondo.
CHE SENSO HA TUTTO CIO’?!?!
Ho sentito e letto diverse assurde interviste (tra cui http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article6070052.ece ) in cui l’intervistato di turno diceva che si era salvato per merito di Dio. E gli altri quasi 300 morti? E i 20 bambini? Sono quindi morti per volere di Dio? Ovvero, come ha detto Don Livio Fanzaga (http://www.youtube.com/watch?v=obKwqICewQA), è stato il Signore a volere questo terremoto:
“il Signore ha voluto che, in questa Settimna Santa, in qualche modo anche loro [i terremotati] partecipassero alle sofferenze della Sua Passione”.
NO,
qui semplicemente la natura ha fatto il suo corso, non guardando in faccia a nessuno.
Gli aquilani hanno pagato, con un prezzo altissimo, le conseguenze di chi ha guadagnato alle loro spalle.
Io credo che a noi non resta che “pregare” che le nuove case siano costruite con criteri antisismici, affinché non si ripeta l’immane tragedia che ha vissuto questa gente.