Il libro di dicembre
Questo è un libro un po’ diverso. Cioè, questa copia è un po’ diversa, visto che ha subito le conseguenze del nubifragio che si è abbattuto su Roma il 20 ottobre 2008 e si è trasformata in una “copia ondulata”. Per questo motivo l’ho pagata metà del prezzo di copertina: 5 euro.
Il libro è Elementi di stile nella scrittura di William Strunk jr (traduzione di Stefania Rossi e integrazioni e cura di Mirko Sabatino), acquistato presso Dino Audino Editore, che mi ha stampato un bel timbro in prima pagina che dice: “GRAZIE, perché malgrado le apparenze avete comprato questo libro salvato dalle acque nel nubifragio del 20 ottobre 2008″.
Esistono “copie ondulate” di (credo) tutto il catalogo che si possono comprare a metà prezzo, basta mandare una email all’editore.
Detto questo. Questo testo di 96 pagine riassume tutte le norme della buona scrittura. Com’è scritto nella Nota all’edizione italiana “Questo libro ha novant’anni, ma se li porta benissimo”. Ed è vero: un po’ perché le norme per la buona comunicazione sono sempre le stesse, un po’ perché il libro è stato rivisto e integrato specificatamente per il pubblico italiano (del resto non c’è ragione di spiegare gli usi del genitivo sassone a un’aspirante scrittore di lingua italiana, a parte casi particolari).
Il testo è organizzato in quattro capitoli. I primi due elencano le 21 norme suggerite, partendo dalle regole d’uso elementari, come:
- Non usare la virgola tra proposizioni indipendenti
- Non spezzare i periodi in due
- Il punto esclamativo va usato (il meno possibile) per enfatizzare
per passare alle norme compositive elementari, come:
- Usare la forma attiva
- Usare un linguaggio chiaro, specifico, concreto
- Evitare parole inutili
Nel capitolo terzo si pone l’attenzione sulle questioni di forma, come gli accenti, i numerali, le date, gli acronimi, le maiuscole e le minuscole (e altro ancora) fino ad arrivare alla famigerata D eufonica:
Un tempo molto usate, oggi le forme ad, ed, od si usano solo nei casi in cui la parola che segue inizia, rispettivamente con a, e, o. Fanno eccezione quelle forme sonore ormai strettamente legate alla nostra tradizione linguistica, come ad esempio (che mantiene sempre la d), e poi ad eccezione, ad ogni, ad esso, ad essere, ad oggi, per le quali si può scegliere se conservarla o meno.
Un altro utile suggerimento, trovato nel capitolo quarto, è:
Un errore diffuso è utilizzare il verbo al singolare nella frase relativa che segue l’ espressione uno dei più (o espressioni simili), quando il pronome relativo costituisce il soggetto della proposizioni dipendente.
E cioè, è sbagliato dire uno degli uomini più capaci che abbia affrontato il problema. Bisogna dire: uno degli uomini più capaci che abbiano affrontato il problema.
Il “libercolo” termina con un appendice di consigli per aspiranti scrittori di narrativa sui tempi verbali, paratassi e ipotassi, suspense e sorpresa, i dialoghi e altro ancora.
È un libro molto scorrevole da leggere e davvero utile per chi vuole cominciare a scrivere per mestiere, lo raccomando sicuramente.
