Il libro di luglio
Il libro scelto per la recensione del mese di luglio mi era stato consigliato da Giuseppe Martella in un suo commento al libro di dicembre e a quello di marzo (Lezioni Americane di Calvino e Sensibile al Dolore di Laura Bocci).
Si chiama Il Mestiere di Scrivere ed è una raccolta di testi scritti da Raymond Carver a cura di William L. Stull e Riccardo Duranti (Einaudi Stile Libero, 167 pp, 9,80 €. I testi sono stati tradotti da diversi traduttori).
Il libro è interessante, ma se vi aspettate di avere consigli su come scrivere meglio, allora rimarrete delusi. I testi raccolti nel libro raccontano cosa significa per Carver essere uno scrittore.
È stato davvero interessante, per me, la descrizione del suo rapporto con l’insegnante a cui è rimasto più legato: il rigido John Gardner.
Ho trovato i saggi su Gardner molto piacevoli a causa dell’incredibile parallelo tra me e Carver, nelle vesti di studenti, che hanno a che fare con insegnanti rigidi come Gardner e, nel mio caso, Laura Bocci. Ecco delle citazioni particolarmente significative (pp 38-39):
Prima che ci incontrassimo, aveva già segnato il mio manoscritto, cancellando con un frego i periodi, le frasi, le singole parole e perfino i segni di punteggiatura che riteneva inaccettabili; e mi fece subito capire che su quelle cancellature non si poteva discutere. [...]
Certe volte discutevamo delle virgole del mio racconto come se fossero le cose più importanti del mondo in quel momento – e, in effetti lo erano. Comunque cercava anche sempre qualcosa da lodare. Quando c’era una frase, una battuta, un dialogo che gli piaceva, qualcosa che egli pensava <<funzionasse>> e mandasse avanti la storia in modo piacevole o inatteso, scriveva al margine <<Bello>> oppure <<Buono!>>. Quando vedevo questi commenti, il cuore mi si risollevava. [...]
Gardner era convinto che se le parole della narrazione rimangono confuse e sfuocate perché l’autore è stato insensibile, distratto o troppo sentimentale, il racconto che ne risulta soffre di un grosso handicap.

Raymond Carver
La seconda parte del libro è la trascrizione di una delle lezioni di scrittura creativa che Carver teneva all’università, dopo che era diventato uno scrittore affermato.
Attraverso la trascrizione si capisce il metodo adottato da Carver come insegnante, molto più morbido di quello del suo maestro, ma ugualmente efficace.
L’ultima parte del libro propone 50 esercizi di scrittura creativa, partendo da “Provate a scrivere un racconto in cui due persone litigano” a “Carver ha scritto molte poesie sullo scrivere (o non scrivere) poesia. Provate a scriverne qualcuna anche voi”.
Il libro è molto scorrevole e si legge con piacere. È anche un testo a “lieto fine”: l’introduzione ci racconta che Carver veniva da una famiglia povera e cercava di mantenere sé e la sua famiglia lavorando nei posti più disparati e degradanti, dedicando solo i ritagli di tempo, e di spazio, allo studio della scrittura.
Avvertenze: il libro potrebbe risultare poco interessante se non avete una passione per la scrittura.
interessante fla! vado ad ordinarlo e poi ti faccio sapere…
saluti so