Il libro di giugno
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Il libro di giugno è About a boy, di Nick Hornby (in Italia, Un ragazzo, traduzione di Federica Pedrotti, pubblicato da Guanda, 265 pp, € 8,40).
È la storia di un superficiale adulto e di un intelligente, ma un po’ disadattato, bambino che si incontrano e, senza volerlo, diventano amici, tra bugie, madri che tentano il suicidio e incontri grotteschi. Al termine della storia, tutti i personaggi avranno migliorato la condizione personale in cui si trovavano all’inizio, anche se il finale rimane aperto.
Il libro non entrerà nell’olimpo della letteratura classica, ma è un ottimo passatempo, ed è ben scritto. L’ho letto in lingua originale e scorre con estrema facilità.
In particolare, ho apprezzato la costruzione dei personaggi: lo scarto tra ciò che pensano in un dato momento e ciò che dicono un attimo dopo risulta piuttosto divertente, e trovo che lo snocciolare dei pensieri dei personaggi e la costruzione degli stereotipi siano il risultato di un lavoro di cesello piuttosto impegnativo. Molti lo hanno considerato un libro da spiaggia, ma, sebbene non sia alta letteratura, credo che sia più di questo.
Il film che ne è stato tratto non rende la profondità dei pensieri dei personaggi e quindi non risulta altrettanto divertente. Se vi è piaciuto il film, vi piacerà ancor di più il libro.
Ho avuto il piacere di ascoltare Hornby al festival Letterature 2008 a Roma. Ha letto il racconto Otherwise Pandemonium scritto per l’occasione: la storia di come un ragazzo americano 15enne ha perso la verginità. La scrittura, sempre leggera, e il racconto, sempre ricco di toni umoristici, hanno beneficiato della lettura del testo da parte dell’autore che ha decisamente una marcia in più rispetto a quella di un attore o alla nostra.
Il racconto è delizioso e divertente. Alla fine la verginità è semplicemente un tema laterale: vengono affrontate altre questioni come la televisione, l’insicurezza degli individui in una società minacciata dagli estremismi, il desiderio millenario di conoscere il futuro in anticipo.
Ottimo il fatto di fornire la traduzione sullo schermo, che era buona, ma con qualche refuso (decisamente dovuto alla fretta) e non sempre contemporanea alla lettura.
Ciao Flavia.
Ho letto il commento al libro. direi che mi trovo perfettamente d’accordo.
Dopo aver letto il libro, ormai anni fà, mi sono posto la domanda (non sò se te la sei posta anche tu): ma alla fine, tra i due, chi era veramente “il ragazzo”? L’adulto fancazzista che viveva di rendita grazie ad una canzoncina natalizia scritta dal padre oppure il ragazzino “incasinato” con pochi amici e con una madre svalvolata?
A volte, anche nella vita di ogni giorno, i ruoli non sono mai ben definiti e le apparenze spesso lasciano traspirire una situazione ben diversa da quella reale. spesso infatti persone che non vengono mai considerate, oppure che passano inosservate, hanno da offrire molto di più di quanto si pensi.
Personamente ho apprezzato molto anche la colonna sonora del film realizzata da Badly Drawn Boy. lo stesso Hornby, che come saprai è un grande appassionato di musica, ha voluto che fosse il cantautore di Manchester ha realizzarla. Anche perchè ad Hornby, così come a Damon Cough (il vero nome di Badly drawn Boy), è un grande fan di Bruce Springsteen. proprio come me.
Ho amato fin da subito Hornby. Come dici tu, i suoi libri non sono capolavori della letteratura contemporanea ma mostrano uno spaccato della società contemporanea molto veritiero. e poi, non sono parole di rito, come si fà a non riconoscersi nei suoi personaggi con tutti i lori problemi, i loro sogni, le loro aspirazioni?
La passione di Hornby per Sprintgsteen traspare anche dalla personalità dei suoi personaggi. non sò se hai mai ascoltato Springsteen o se hai mai letto i testi delle sue canzoni. Ti dicono che comunque alla fine di tutto, nonostante le frustrazioni quotidiane (soprattutto quelle dei “blue collar” americani che Bruce descrive nella sue canzoni), c’è sempre una possibilità di “redemption”.
Comunque. credo di averti stressato anche troppo.
Ultime considerazioni.
Ho comprato recentemente “Tutto per una ragazza”, ultimo libro di Nick. a me sembra una 1/2 ciofeca. Ma ci può anche stare, non ci si può sembre esprimere ad alti livelli.
E poi, chiudo, sicuramente ti sorprenderà sapere chi ha scritto questo commento. Sono la tipica persona di cui sopra, cui non penseresti mai, cui non daresti una lira ma che nasconde delle belle belle sorprese. e che conosci, anche se è una conoscenza superficiale.
ciao!!!
Ma che sorpresa da parte di uno sconosciuto conosciuto!
Bè, sì, la domanda “ma chi è il ragazzo” è la prima cosa che viene in mente ai lettori e credo che lo scopo di Hornby è proprio quello.
Ho letto recentemente un’altro libro di Hornby, ma sto aspettando di essere un po’ più libera per scriverne la recensione.
Sono contenta di vedere che i miei conoscenti si interessano alle recensioni dei libri che faccio. Devo dire, proprio una bella sorpresa!
Ma Mav77 chi? Il bestemmiatore per caso?
Se sei tu solo una parola
Vergognati e vatti a confessare,ma veramente te lo dico
?
???
X Maur
credo sia un caso di omonimia
Ciao