Era tanto tempo che non sentivo nominare la diasilla. Anzi era tanto tempo che non sentivo bestemmiare la diasilla lacrimosa fino all’altra sera. Infatti, bestemmiare la diasilla non è molto comune. Per fortuna ogni tanto viene rispolverata da qualcuno, altrimenti questo riferimento culturale andrebbe perso.
Per curiosità mi sono interessata a chi potesse essere questa povera diasilla.
Cercando in rete ho trovato che era, di solito, una vecchietta che, al cimitero, recitava il Dies Irae Dies illa, e cioè una preghiera a favore della propria anima e delle anime dei morti, originariamente in latino, ma poi volgarizzata. L’inizio latino recitava “Dies irae, dies illa/ Solvet saeclum in favilla. / Teste David cum Sibilla/ Quantus tremor est futurus, / Quando iudex est venturus,/ Cuncta stricte discussurus!“. Riporto il testo volgarizzato che ho trovato in rete al sito http://www.ascolidavivere.it/index.aspx) :
Diasilla diasilla
Salve secula in favilla
Scrisse Davide con Sibilla
Gesù mio con gran dolore
Giudicherà il peccatore;
Sonarà la viva tromba
Tutti i corpi d’ogni tomba;
sorgerà la creatura
dall’antica sepoltura;
andremo in tribunale
so’ sta scritto lu bè e lu male;
‘vanti al giudice sedente,
tutto a Dio sarà presente,
chi sarà che resti assente?
Chi sarà che non procura?
Lo bone opre son giuste e son secure;
la tremenda maestà
salva l’uomo per bontà,
per tua fonte di pietà.
A te ricorro Gesù mio
Come si per conto mio.
Voi ci creasti e ci salvasti,
nel legno della Santissima Croce
ci ricomprasti.
Fate quello alfin ci basti.
Tribunale contrizione,
avanti a Dio sbalordisco,
ogni colpa non ardisco.
Maddalena esaudisti
Del ladrò pietà n’avesti.
Io ti prego e non so degno,
che non vada in basso Regno.
Fa che il luogo ce sia dato
Fra quell’angeli beati,
dalli rei separati.
Separati i maledetti
Che nel fuoco stanno stretti
Da quell’altri benedetti.
Co’ la faccia in terra china
Prego Te, Maestà Divina,
ch’abbi cura del mio fine.
In quel giorno spaventoso,
nobile Gesù Cristo e pietoso,
dateme pace e riposo.
Requiem aeternam
Domine sdomine
Et lux perpetua
‘scant in pace.
Amen
Invece, su un blog ho trovato uno stornello piuttosto colorito, in dialetto marchigiano, che riporta la diasilla con il significato di genitali femminili. C’è anche la versione cantata, lo consiglio!
Quindi la bestemmia, sia intesa come scaccia sfortuna, che come imprecazione contro il potere delle donne più vecchio e più duraturo sugli uomini, assume un senso.
Qualcuno può illuminarmi?
anche mia nonna la conosce …. ma quella per i morti
grazie mille!! Ieri sono stata al funerale di mio nonno e mia nonna ha recitato questa preghiera dicendomi che la diasilla.
E’ una preghiera meravigliosa e forse perchè ieri era rivolta al mio caro nonnino mi ha colpito in modo particolare. Grazie a te che l’hai pubblicata sono riuscita atrovare il testo che farò mettere dietro in santini.
Cara Alessandra,
figurati! Anzi, mi dispiace che l’hai trovata in queste circostanze…
Buon riposo al tuo nonnino.