Il libro di marzo
Ho imparato molto da lei. Da questa donna dai modi un po’ bruschi, ma, forse proprio per questo, efficenti. Laura Bocci, autrice di Sensibile al dolore (Rizzoli, 2006, 262 pp, 17.50 euro) è stata la mia insegnante di italiano dell’età adulta, sopportando errori terribili che nessuno dotato di una laurea dovrebbe fare; ora lo riconosco…
E allora, come un piccolo omaggio segreto, ho voluto leggere uno dei suoi libri, che mi ha condotto all’interno di un mondo pieno di donne che a tratti mi sembrano familiari, così come pensieri e commenti che avevamo, forse, menzionato in classe.
Ho letto questo libro rapita, in un paio di giorni: è un viaggio alla scoperta di una donna, Anna, che studia, conosce e libera sé stessa attraverso la scrittura di un diario che leggerà in treno a una sconosciuta.
La storia di Anna è una storia triste, e il suo diario rappresenta lo strumento attraverso il quale lei “guarisce”, o almeno riesce ad affrontare, insieme a un terapeuta, i momenti più bui della sua vita. È un libro che si snoda tra psicoanalisi, sogni, femminismo e, allo stesso tempo, una riflessione sulla scrittura. Benché l’argomento del libro non sia il mio forte, il testo è estremamente fluido e mai pesante; pone davanti al lettore uno specchio che costringe a riflettere su di sé, e riesce anche a stimolare la voglia di scrivere:
Ma non c’è solo questo: scrivere, come certo ha già pensato e forse anche scritto qualcun altro, è ancora una questione di intimità, perché lasciarsi andare alla scrittura è il modo più intimo e profondo di stare con sé stessi.
Ho ammirato la capacità, che venero sempre negli scrittori attenti, di riuscire a esprimere, in modo impeccabile, sensazioni che spesso provo anch’io, ma che non riesco neanche ad afferrare o definire con precisione nella mia mente, figuriamoci a scriverle. Un libro impegnativo ma appagante.
Avvertenza: è un libro interessante per tutti, ma decisamente imperdibile per chi ha una particolare passione per la psicoanalisi.
Bel post, davvero. Unica domanda: ma che cacchio vuol dire l’espressione “modi efficienti”? Altra cosa: ti rinnovo il mio invito a leggere cosa ha scritto Carver in “Il mestiere di scrivere”. Saluti.
Grazie Giusè! Dai che lo sai che vuol dire “modi efficienti”… dopo 4 milioni di correzioni qualcosa ho imparato! E hai proprio ragione, devo proprio andarmelo a comprare sto libro di Carver!