Dopo Cucuzza, Alda D’Eusanio, Giletti, Cristina Parodi e tutti i giornalisti che ormai promuovo un intrattenimento di pessima qualità, io proporrei di giocare di anticipo e mandare Maria De Filippi al TG1.
Nel 1995 Lilli Gruber ha vinto il premio “Carlo Schmid Preis”, riconoscimento tedesco per
chi si è distinto nella difesa dell’informazione libera, e nel 2004 si è ritirata dalla vita giornalistica dichiarando esplicitamente che in Italia c’è carenza di libertà di informazione. Il resto dei giornalisti però è ancora lì. Che dovrebbe pensare allora un cittadino? Che le notizie che ascoltiamo tutti i giorni sono “filtrate” e che un’informazione libera e vera non esiste più da tanto tempo? La risposta è sì.
L’informazione televisiva è a dir poco squallida: a partire da rete 4 - ancora mi chiedo com’è possibile che Fede sia ancora lì, ma tanto la risposta si sa, qualche giorno lo opereranno alla lingua e, sopratutto, chi sono i pazzi che lo guardano- a tutta la Mediaset - è più che ovvio che le reti del Cavaliere sono di parte, del resto, come potrebbero non esserlo, e perché non dovrebbero esserlo se non c’ è legge che lo vieti?- per approdare alla Rai. Infatti la sconfitta più dolorosa è vedere in quale stato si sia ridotto il TG1, l’ultimo baluadro di un’ informazione che sarebbe dovuta essere di qualità, almeno in teoria. Alla pratica però, ecco che arriva Ligabue a cantare la sua canzoncina (tutta!) e Silvester Stallone a parlare del suo nuovo film! Ho strabuzzato gli occhi e ho pensato: magari è una nuova rubrica, come “costume e società”: macché. Ormai anche i giornalisti trattano gli italiani come bambinetti senza cervello che preferiscono guardare “le cose interessanti”, al posto di informare davvero. Ci somministrano interminabili servizi su stragi, ricchi di dettagli sanguinolenti senza alcun riguardo per il dolore dei familiari, con lo scopo di strumentalizzare l’informazione e farci dimenticare quali sono i problemi del paese di tutti i giorni (cultura, strade, sicurezza, rispetto sociale, lavoro, integrazione multiculturale, aiuti ai meno fortunati e milioni di altri) che se fossero stati risolti prima, forse non avrebbero provocato parte di quelle stesse tragedie.
E che dire delle interviste dei politici in studio? Ecco lo schema: 1) domandina del giornalista che 2) permettere al politico di dire quello che vuole -anche se è falso- 3) nessuna replica, anzi altra domandina. Non mi stupirei se il politico avesse precedentemente dato il testo delle domande al giornalista, così da farsi chiedere quello che voleva. Io mi vergognerei di fare la giornalista in questa maniera, a essere presa in giro e a prendere in giro milioni di ascoltatori. In Francia e in Inghilterra i giornalisti sono GIORNALISTI- come lo erano Montanelli e Biagi - che incalzano, criticano, rispondono alle idiozie e alle falsità raccontate da chi hanno davanti. Perché il TG1 non invita Travaglio? mi chiedo.
tirare su il morale della gente parlano dei centri di eccellenza - non certo finanziati dal ministero della ricerca, ma, forse, da qualche multinazionale - o di quei poveri volontari che si spaccano la schiena per lottare contro la burocrazia a favore di un mondo migliore. Ma del resto, che ci si può aspettare se il direttore è Del Noce? Un personaggio televisivo anche lui, che l’informazione non sa neanche dove sta di casa, ma sa di sicuro dove sono le parrucchiere, i centri estetici e la prima fila delle poltroncine di San Remo.E i giornali? Tutti di partito e per legge! Ma è possibile che i giornali hanno finanziamenti pubblici? E che per averli devono essere fondati, per legge, da almeno due politici? Facciamo davvero ridere i polli. Se i giornali vivessero in base alla qualità del loro lavoro, e creassero un mercato di competizione, allora sì che avrebbero senso.
Ecco quello che scrivono Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella (pp 146 e 147):
Fu stabilito che per avere i contributi [pubblici N. d R.] bastava che un giornale si facesse sponsorizzare da due parlamentari pronti a dichiarare di essere i titolari di un movimento politico [...]
E poi:
Spiegazione fornita al “Mondo” dal fondatore, Alfonso Ruffo: “In questo Paese i giornali o sono di proprietà dei politici, e allora vivono con i contributi dello stato. Schiacciati in questa morsa i piccoli giornali indipendenti sono costretti a morire“.
Anche il giornale che leggo di solito serve il suo padrone. De Benedetti, proprietario della Repubblica e L’Espresso, è anche presidente di Energia S.p.A., una società produttrice di turbogas. Ed ecco che le centrali a turbogas fanno addirittura bene! C’è da fidarsi? Avrei qualche dubbio…
È diventato impossibile districarsi tra tutti i favoritismi e i conflitti di interesse che fanno parte dell’informazione e quindi anche della vita quotidiana (il legame tra le due è inestricabile). Solo internet è diventato leggibile, una realtà virtuale e anarchica che proprio grazie a questo permette a tutti di scrivere le proprie opinioni e ciò che succede nella propria città. Ma anche lì bisogna stare attenti a cosa si legge.
Tuttavia, a rigore di informazione (!), è giusto menzionare Rai 3 che con Report e Ballarò cerca ancora di fare informazione libera. Per quanto riguarda Annozero, benché Santoro vorrebbe parlar chiaro, ha le mani legate, e la Rai non aspetta altro che una mossa falsa per poterlo cacciare di nuovo. Così come ha fatto LA7 con Luttazzi.
È importante che tutti siano coscenti che non vale più la pena leggere i giornali o guardarsi i tiggì, tanto verrà diffuso solo quello che vogliono farti vedere. Occhi aperti, mi raccomando!
Cara Flavia, La situazione del giornalismo in Italia è ancora più vergognosa e patetica di come la immagini e la descrivi tu.
A proposito di “Report” di cui parli, guarda nella mia Home Page, http://www.soramigliore.com/
la censura legale, oggi, è uno dei mezzi più adatti per imbavagliare definitivamente anche coloro che non si adeguano!
Ci sono poi, fior di galoppini che girano “alla periferia dei casi più importanti” ma non si azzardano per nessun motivo ad entrare veramente nel merito, specialmente se capiscono che tale questione può essere spinosa. Tutti costoro, hanno scritto in fronte che tengono famiglia e che rispondono come neanche gerarchicamente si farebbe, al loro politico di referenza.
Ed è per questi motivi, che in italia, la giustizia è solo una mera utopia, ed è per questi motivi che non funziona quasi nulla, ed è per questi motivi che la delinquenza regna sovrana in tutte le situazioni socioeconomiche del nostro Paese, ed è per questi motivi che diventa difficile poi trovare il sistema per uscire da questa maleodorante palude di vigliaccherie.
Oggi, troviamo che i libri-denuncia di Travaglio e “La Casta” di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, si sono guadagnati i posti più alti nella “hit parade” dei più venduti.
Basterebbe però, tornare qualche anno indietro nel tempo, tornare agli anni di “Tangentopoli” e leggere “I Segreti del Viminale” di Annibale Paloscia (Importantissimo Direttore dell’ANSA per più di 20 anni) per comprendere che I FATTI sono i medesimi, LA MUSICA È LA STESSA, I DIRETTORI D’ORCHESTRA sono sempre loro, solo un po più vecchi … e le vittime (ahi noi…) sono gli eredi, di chi ha sempre subito i soprusi e gli sporchi giochi di un potere corrotto e corruttore!
Se poi torniamo ai primi anni ‘70 e leggiamo gli “articoli corsari” di Pier Paolo Pasolini, ci viene perfino il magone, riscoprendo con quanto vigore prosasico e pur poetico, questo insuperabile intellettuale era riuscito con le sue denunce, a far rigirare il coltello nelle varie piaghe!
Travaglio e Gian Antonio Stella, non stanno dicendo nulla di nuovo (purtroppo).
Personalmente, e per dimostrare tutto quello che ho appena affermato, ho un grande progetto, ma mi occorrerebbe una BUONA CASSA DI RISONANZA che quì in Italia è impossibile avere.
Tale progetto, dimostra ed esemplifica nel modo più crudo e più vero, mettendo sul tavolo tutte le “incredibili” prove di cui dispongo, che dalla fine degli anni ‘70 ad oggi, non è esistito in Italia NESSUN GIORNALISTA VERAMENTE INTELLIGENTE E LIBERO!
Nemmeno Montanelli, nemmeno Biagi, nemmeno Bocca …
Altrimenti, la storia d’Italia degli ultimi trent’anni, sarebbe stata diversa, e diversi Ministri italiani (attualmente ancora in sella) avrebbero subito dure sentenze da UN TRIBUNALE INTERNAZIONALE … per alto tradimento e per atti criminali a danno della popolazione. (leggi: strategia degli opposti estremisti, strategia della tensione … e operazioni di stay behind!)
Tu dici che il giornalismo inglese è ancora all’altezza della situazione e sarebbe capace di gestire un ENORME SCOOP?
Se davvero lo credi e hai la possibilità di contattare qualcuno della BBC, incontriamoci, io ti dimostrerò di quanto sia ENORMEMENTE INDECENTE e pur VERO, il problema del pessimo giornalismo italiano!
Immagina uno SCOOP DOCUMENTARIO, attraverso il quale, io posso dimostrare LA TOTALE IMBECILLITA’ O PEGGIO ANCORA LA COLLUSIONE DELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI GIORNALISTI ITALIANI, i quali da - diversi decenni - hanno aderito al programma piduistico Gelliano, di OCCULTAMENTO DELLE NOTIZIE PIU’ VERGOGNOSE!
Giornalisti, che per essere tali, hanno dovuto superare esami importanti, prima di guadagnarsi la LAUREA IN LETTERE, ma che - di fatto - non sanno distinguere il senso di particolari metafore e non capiscono (o preferiscono non comprendere)cosa possa significare “leggere in filigrana e tra le righe” !
Molto cordialmente da Otello Martini (FORZA SORA)
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Colui che sa leggere, porta con se il potere di valorizzare se stesso,
di moltiplicare i suoi modi di esistere e di fare della propria vita un’entità
piena di interesse e significato!
>>>——-> Aldous Huxley
TG1, ultimo baluardo di che?
Il TG1 in quanto a manipolazione dell’informazione vanta un’esperienza senza confronti, essendo stato per decenni asservito alla politica (DC) e alla Chiesa Cattolica. Punta di diamante della RAI lottizzata, terreno ideale in cui hanno continuato e continuano a sguazzare raccomandati di ogni specie, compresa la Gruber.
Scusate lo sfogo, ma è come quando mi si dice che il Corriere della Sera è il più autorevole quotidiano italiano.
Forse proprio la naturalezza con cui si finisce per credere a queste assurdità è lo specchio del problema-disinformazione in Italia.
Oh Flà, mi stupisco di come ancora non ti sia venuto in mente di contattare la BBC! Ne tantomeno di proporre la questione Turbogas “alla Tatangelo per il Sanremo del 2009″….
- Effettivamente, caro Otello, non credo che la Tatangelo sia minimamente interessata e/o capace di portare avanti discorsi simili. Io lascerei perdere…
- Il problema delle raccomandazioni alla Rai è vero che c’è, come il fatto che le nomine dei direttori sono politiche, che è una cosa più che assurda. E sì, secondo me il TG1 SAREBBE dovuto essere il Tg più corretto e libero - di certo non ci possiamo aspettare niente dalle reti private - che non lo è, o non lo è stato per anni, è un’altra storia. Ma ora sono arrivati addirittura al ricolo più totale! Sembra davvero un talk show dove si invitano le famiglie con i figli per chiedere ai comuni mortali quanto è difficile la vita oggi. Che non lo sapete? Ipocriti!
Ma io, quando ho suggerito che proporrò il tema del “Tempio di Serapide” alla Tatangelo, lo dicevo come ironica provocazione, non che fossi convinto di dire una cosa utile!
Certo è, che se Sora assurge a tema di discussione nei palinsesti della Rai, solo per questioni così assurde e così generali come l’omofobia e non riesce ad entrare in quegli spazi per questioni ben più vergognose, il merito è anche di un insulso ed “imbavagliato” giornalismo locale e nazionale!
I problemi che attanagliano queste zone infatti, sono ben più assurdi e ben più gravi e ben più articolati che non altrove, e se la Tatangelo avesse parlato di questi, forse non avrebbe fatto così scalpore, ma io vi invito a leggere meglio il problema del Tempio di Serapide, distrutto e fatto sparire nelle mille discariche attorno.
Un Tempio di enormi proporzioni e di eccezionale valore storico artistico (qualche migliaio di pezzi, sono stati comunque recuperati e attualmente ammassati nei locali delle ex Carceri sorane…) in nessuna parte del mondo si è mai sentito dire, che abbiano saputo distruggere un’opera architettonica di così grande importanza, nemmeno i Talebani hanno potuto compiere un simile disastro!
E l’enorme danno subito, in tal caso (culturale, artistico, filosofico e storico …) non è solo per Sora, ma anche per tutto il suo circondario!
Come dire che: se si fosse fatta una giusta e ben corretta inchiesta giornalistica, Sora poteva diventare comunque una Città molto famosa, grazie a quattro delinquenti imbecilli.
Anzi poteva assurgere a buon diritto, agli onori della cronaca … come Capitale Europea della Stupidità!
E poi, voi parlate sopratutto di nepotismo?
Questo è insito in tutte le situazioni lavorative e non solo nel giornalismo, ma quanto “ho ventilato” nel primo intervento in questo blog è assai più particolare e di gran lunga più grave per l’intera professione giornalistica!
Tu chiama la BBC che ti garantisco UNO SCOOP ENORME!
Oltretutto, ho sentito dire che per questioni di rilevante interesse, questi pagano bene! ;-))
Cordialmente da Otello Martini (FORZA SORA)
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Colui che sa leggere, porta con se il potere di valorizzare se stesso,
di moltiplicare i suoi modi di esistere e di fare della propria vita un’entità
piena di interesse e significato!
>>>——-> Aldous Huxley
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flaviac scrive: “È importante che tutti siano coscenti che non vale più la pena leggere i giornali o guardarsi i tiggì, tanto verrà diffuso solo quello che vogliono farti vedere”
credo che questa sia una presa di posizione un po’ qualunquista, perché penso che non ci siano tanto buoni o cattivi giornali, ma soprattutto buoni o cattivi giornalisti.
Prendiamo ad esempio il Corriere della Sera, visto che è già stato citato. Tra i cosiddetti “editorialisti” del Corriere, ci sono giornalisti che detesto ed altri che stimo. Di alcuni leggo gli articoli con attenzione, con altri ne approfitto per farmi due risate. Tra quelli che stimo, sicuramente Claudio Magris, Francesco Giavazzi, Giovanni Sartori, Piero Ostellino. Tra quelli che non mi piacciono ci sono Ernesto Galli Della Loggia, Angelo Panebianco ed il direttore Paolo Mieli, che mi fa ribrezzo.
Questo solo per citare il Corriere.
Infatti molti buoni giornalisti scrivono per diverse testate, rimanendo comunque indipendenti.
Il grado di catalogazione non è semplice. Ci sono giornalisti intelligenti ma venduti (ad esempio Ferrara e Mentana), ci sono giornalisti banali, sopravvalutati ma sostanzialmente onesti (ad esempio Scalfari), ci sono giornalisti insignificanti e venduti (Paolo Mieli), e vari gradi intermedi.
Detto questo, sono d’accordo con l’idea di fondo dell’articolo.
Ho letto or ora che il 21 feb Vespa ha condotto una trasmissione sull’informazione via internet. Non so cosa sia stato detto, ma questa è stata la risposta dei blogger (docenti, imprenditori e giornalisti) che sembra non siano stati contenti dei commenti fatti:
http://neuro74.wordpress.com/2008/02/27/la-risposta-dei-bloggers-a-vespa/
Ti riferisci a questo:
http://it.youtube.com/watch?v=pgdlEg9I4mo
Da quanto detto, anche questo di flaviac è un “sito di prostituzione virtuale autogestito nel blog personale”. flaviac dovrebbe vergognarsi.
Vespa poi chiede (evidentemente anche a flaviac, visto che è una blogger): “perché questi ragazzi hanno bisogno del blog per realizzarsi, perché?!”. A questo punto anch’io pretendo delle spiegazioni. Mi associo anch’io alla domanda di vespa: “Perché? Perché flaviac fai una roba del genere?!”
Nel tuo blog, oltretutto, c’è una “parte mostrabile ai genitori, e poi c’è tutta una doppia vita segreta che parte dal blog e si esplicita in una sessualità che ha tutta una serie di connotati di promiscuità, di rischio, di prostituzione, di autodistruttività su cui dobbiamo veramente riflettere. Il blog è solo la punta dell’iceberg”. Questo blog è solo la punta dell’iceberg di una condotta di vita dissoluta e viziosa, ammettilo.
Meluzzi poi ti smaschera: “si servono dei blog quelli che non riescono ad andare ai reality”. Hai fatto questo blog perché non sei riuscita ad entrare nella casa del grande fratello.
flaviac, flaviac… i nodi prima o poi vengono al pettine…
Ah ah!
Questi sono pazzi! Non sanno nemmeno cos’è un blog e ci fanno una lezione sopra! E perché non chiamano gli informatici o gli studiosi di scienze della comunicazione, ma la sessuologa? Adesso i miei genitori, che sanno che ho un blog, dormiranno con la porta chiusa a chiave, non si sa mai! Come siamo ridotti…
E come no? Quando non mi hanno preso al grande fratello ho avuto una crisi esistenziale! ah ah
Certo è, che per gestire un blog,
bisognerebbe avere idee e capacità di analisi “leggermente” più equilibrate … e utili ad un dialogo più ampio.
Altrimenti, qualsiasi discorso si possa tentar di fare, rimane chiuso fra le quattro mura, viziato dagli umori e dalle idiosincrasie di chi “modera” … e viene di fatto APPIATTITO, accettando solo quello che fa piacere al gestore del forum e ai suoi DISLESSICI sodali!
Passo e chiudo!
Saluti da Otello Martini (FORZA SORA)
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Colui che sa leggere, porta con se il potere di valorizzare se stesso,
di moltiplicare i suoi modi di esistere e di fare della propria vita
un’entità piena di interesse e significato!
>>>——-> Aldous Huxley
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Caro Otello,
ho dimostrato più volte che non è così. Anche a me Pie(r) ha dato della “qualunquista”, ma non per questo l’ho censurato. Anche Antonio mi ha criticato, e non l’ho censurato; anzi ho chiesto scusa per i miei eventuali errori. E quindi mi sembra che non pubblico “solo” quello che voglio o che mi fa comodo.
E se proprio lo vuoi sapere, il tuo commento poco carino su uno degli interlocutori (e su di me) non è stato l’unico a non essere pubblicato. Guarda caso ce n’era un altro poco carino su di te che ho deciso di non pubblicare. Ma le rimostranze arrivano solo da parte tua. Mi chiedo perché… forse perché anche le tue capacità di analisi sono, ehm, “leggermente” poco equilibrate? Arrivederci.
C’è anche un’altra piccola considerazione che volevo far presente. La mancanza di originalità, anche nell’impostazione e organizzazione grafiche dei giornali. Se prendiamo, ad esempio, la sigla del TG di LA7 e guardiamo quella della BBc, vedremo che LA7 non ha fatto altro che ricopiarla spudoratamente: colori, musica e immagini. E anche la Repubblica, che ora ha inserito la rubrica “R2″, non è altro che lo scopiazzamento dell’inserto settimanale del Guardian “g2″. Ma quando arrivano le idee originali?