Qualche volta, i miei amici e io abbiamo considerato l’idea di costituire una piccola lista civica e di candidarci alle comunali. Questo per cercare di risolvere quei piccoli problemi che esistono, ma che sembra non interessino ai nostri politici locali (ad es.: aggiustare le strade dissestate, introdurre la meritocrazia, migliorare la viabilità facilitando la vita ai ciclisti, introdurre eventi culturali, cose del genere). Benché fossi tentata da questa proposta, ho sempre pensato che se si è introdotti in un sistema (che nel nostro caso è marcio dal basso verso l’alto) si è costretti a giocare con le regole esistenti. Purtroppo per me, la mia integrità morale (categoricità, dice qualcuno) non mi permette facilmente di fare compromessi, anzi non me lo permette affatto, mettendomi fuori gioco da subito. In tutti i casi, quello che vorrei dire è che ho sempre pensato che il problema venisse dall’alto. Ma forse non è così, ed ecco perché.
Ho fatto un piccolo tentativo scrivendo l’articolo precedente, cercando di risvegliare qualche coscienza e di informarne qualcun’altra, sull’inevitabile sorte che toccherà ai cittadini di Sora e cioè la costruzione della centrale a turbogas nel centro città. Ho visto con piacere che molti hanno letto l’articolo, ma ho visto con altrettanto dispiacere che l’interesse è morto subito.
In questi giorni ho parlato (dell’argomento turbogas) con varie persone, a dir la verità non molte, ma mi sembra che il campione sia stato significativo visto che i miei interlocutori sono stati casuali: donne, uomini, giovani e meno giovani. E non ne ho trovato uno che era d’accordo con me.
Sono stata subito identificata come “quella che ha scritto l’articolo” e quindi etichettata come “ambientalista”. Non ho nulla contro gli ambientalisti, è solo una questione di principio: se ammasso per una volta gli gnocchi il giovedì non significa che lo faccio tutti i giovedì. Il mio intento era, oltre quello di informare, di esprimere la mia indignazione per non essere stata interpellata riguardo a decisioni che sono state prese sull’aria che respiro. Ai miei argomenti, che sono quelli dell’articolo precedente, mi è stato risposto che:
1) se leggo la documentazione della Burgo vedrò che i valori che saranno emessi dalla turbogas non eccederanno i limiti di legge, e quindi la turbogas non inquinerà.
Complimenti, questo sì che è uno studio indipendente e non di parte. Assolutamente affidabile, direi.
2) che con le tecniche di energie rinnovabili che esistono oggi un’industria non può mantenersi.
Come mai in altri paesi europei ci si riesce? (Come ripeto, anche la Micron di Avezzano usa tecnologie ecocompatibili, ma del resto fa parte di un gruppo straniero). Magari i paesi europei più all’avanguardia non producono tutta l’energia di cui hanno bisogno in maniera ecocompatibile, ma alcune percentuali sono significative. Se in Italia nessuno comincia a investire in queste tecnologie non si produrrà mai energia ecocompatibile.
3) che sono stata io a non informarmi, sui giornali è stato scritto più volte.
Forse è vero. Sono stata assente per tanto tempo, ma come dice il giornalista che ho precedentemente citato riguardo una situazione simile a Ferrara, la mia buca delle lettere si riempie solo quando è tempo di elezioni:
[...] non l’ho osservata questa mobilitazione dell’amministrazione centrale nel discutere con i ferraresi temi di così evidente interesse collettivo come quelli da Lei [il Sindaco, N.d.R] enunciati: centrale, inceneritore, ospedale. Sono un cittadino che ha il torto di vivere entro una famiglia disinformata, inserita in un condominio di famiglie disinformate, ubicato in una strada di cittadini altrettanto disinformati? Non frequento associazioni né la circoscrizione, ma questo mi auguro non si voglia rimproverarmelo.
[...] l’amarezza dei tanti ferraresi come me che si sentono così poco considerati dall’amministrazione, nel loro status di cittadini, solo perché hanno scelto di vivere senza arruolarsi in schiere, associazioni, enti [...]
4) che visto che la Burgo è un’azienda privata non dovrei immischiarmi nei loro affari poiché non mi competono.
Questa poi! Vorrei chiedere scusa alla Burgo per essermi interessata al fatto che emetterà, attraverso la sua centrale, una quantità di nanoparticelle che respirerò e, che con una certa probabilità, mi faranno venire il cancro. Mi scusi signora Burgo per essermi permessa di aver dubitato del suo operato, dovrebbe querelarmi e farmela pagare.
5) che questo è l’unico modo per andare avanti.
Sì, se vogliamo continuare a pensare che produrre e inquinare sempre di più è l’unico modo per andare avanti. Ma evidentemente chiedere un cambiamento radicale non è proprio contemplato.
Sono molto, molto turbata.
A scuola, all’università, a casa vostra, non vi hanno insegnato a dubitare delle cose e a non bervi tutto quello che vi dicono? Dov’è finita la voglia di combattere per migliorare lo stato delle cose che era tipica dei giovani di tutte le epoche? Dov’è finito lo spirito di sacrificio per vivere una vita degna di essere vissuta?
È come se i giovani (sorani sopratutto) siano stati drogati. A loro va bene tutto quello che gli viene imposto, si disinteressano di tutto quello che li circonda tranne il commento dell’amico/a sulla giacca griffata comprata con i soldi di papà. (Ma questo è un problema più generico e più generale).
Avevo una speranza quando ho scritto l’articolo precedente, ma ora non più. Credo che pie(R) ha ragione quando dice che in giro c’è solo desolazione. Mi sento una di pochissimi contrari alla turbogas e in pochi, da soli, non si fa nulla. Vorrei invece congratularmi con gli abitanti di Aprilia che stanno opponendo una forte resistenza all’impianto a turbogas che vogliono costruire nella loro città, contro il quale hanno fatto una bella manifestazione proprio oggi.
Me ne andrò da questo paese in cui l’ignoranza e la paura fanno da padrone. E quando, fra 40 anni, la gente comincerà a morire di cancro causato dalle nanoparticelle della turbogas, penserò “ve l’avevo detto”. In fondo però, spero ancora che qualcuno mi dimostri che non andrà a finire così.
Perfettamente d’accordo.
D’altronde l’argomento principe su cui la gente discute in piazza, al parrucchiere e nei blog locali (ovviamente non fa eccezione quello del solito, mitico, Lorenzo M.) è la controversa e chiacchierata canzone sull’amico gay di Anna Tatangelo. La solita grottesca situazione in cui ognuno cerca di farsi pubblicità. E infatti sul settimanale “Chi?” spunta nientemeno che il sindaco di Sora (con tanto di piccola foto in copertina, accostata ai soliti Anna&Gigi che si abbracciano teneri) che non poteva non intervenire sull’argomento, tentando di ergersi a paladino della reputazione dei suoi concittadini, che a suo dire rischierebbero di passare tutti per “razzisti”. Si mette anche ad attaccare Gigi D’Alessio, dicendo che deve vergognarsi a scrivere simili testi.
In pratica ormai scimmiottiamo quello che succede nei salotti TV di Amici e Buona Domenica. Questo sappiamo fare.
Della centrale invece ovviamente non parla nessuno.
Per il sindaco di Sora:
invece di renderti ridicolo sulle riviste-spazzatura, ricordati che sulla centrale in consiglio avete votato a favore ALL’UNANIMITà… e lasciando che i cittadini fossero tenuti all’oscuro e impossibilitati ad esprimere il loro parere.
Il primo a vergognarti dovresti essere tu.
Non condivido molto di quanto scritto nell’articolo. Trovo che sia un’analisi ingenua di una situazione estremamente complessa. Credo anche che sia un tentativo per giustificare il proprio disimpegno politico.
Mi limito alle seguenti osservazioni:
- Ogni cittadino facente parte di una democrazia ha il diritto e il DOVERE di fare politica. Quando dico “fare politica” non intendo il meccanismo clientelare e criminale a cui siamo arrivati, ma un contributo per rendere migliore la società in cui viviamo. Non tutti abbiamo la passione e la possibilità di fare politica attiva. Ma tutti dovremmo sentire il dovere quanto meno di informarci da fonti indipendenti e autorevoli, di informare chi ne sa meno di noi, ecc. Questo è un tipo di politica “dal basso” che è fondamentale che tutti i cittadini compiano, se non vogliamo fare la fine dell’Argentina.
- Con un articolo non si cambiano le sorti di un territorio. Altrimenti basterebbe scrivere semplicemente dei testi per cambiare lo stato delle cose. Mi sembra ingenuo anche solo pesarlo.
- tuttavia flaviac con il suo articolo ha compiuto – per quanto riguarda la centrale a turbogas – il suo dovere politico. Ha informato correttamente, molte persone hanno letto e si sono rese conto di uno stato di cose che non conoscevano.
- flaviac, come d’altronde tutti noi, deve continuare ad operare come ha fatto con la turbogas, perché qualora adducesse a giustificazione del suo prossimo disimpegno la costruzione della centrale, non agirebbe a mio parere correttamente: ognuno di noi deve dare il suo contributo per rendere migliore il posto dove viviamo, sia esso Palermo, la Ciociaria, Milano, Parigi o Oslo. E questo contributo deve essere piccolo ma continuativo e costante, perché solo in questo modo si può sperare che qualcosa cambi.
- flaviac parla di liste civiche: personalmente credo sia un modo intelligente per fare della buona politica. Creare un gruppo che si riconosca in alcuni concetti di fondo, portarlo avanti e selezionare all’interno del gruppo una serie di persone competenti che siano disposte a prestarsi alla politica attiva per un po’ di anni, questo lo trovo estremamente serio ed intelligente. Ma per fare questo c’è bisogno di un piccolo ma costante contributo da parte di tutti, mentre se uno pensa che il suo impegno politico inizi e finisca con lo scrivere un articolo su un blog, allora siamo molto distanti dal poter sperare un giorno di poter fattivamente cambiare le cose.
- infine, credo sinceramente che il problema della turbogas vada inquadrato in un abito molto più ampio: non far costruire la centrale ma consentire senza battere ciglio tutto il resto che già esiste – lo trovo ingenuo. Credo invece che si debba individuare il nucleo del problema e proporre un diverso modo di intendere le cose, un modo che sia fattibile e attuabile senza troppe difficoltà. In realtà, basterebbe anche solo copiare le soluzioni adottate in territori più progrediti.
Scusate la lunghezza del testo, ma non ho tempo di rileggere e sintetizzare. Mi scuso per eventuali errori.
Forse è vero che è semplice cercare di fare qualcosa e bloccarsi al primo ostacolo. Non mi tiro indietro davanti alla critica.
Quello che mi ha particolarmente spaventato è il fatto che qui non si tratta di lottare contro qualcuno che ha più potere di me e che sta già seduto sulla sua poltrona politica. Qui si tratta del fatto che il problema viene dal basso, che non c’è la gente con cui ci si può mettere insieme (a parte pochissimi) e lottare contro qualcosa che non va bene, perché alla gran parte della gente invece sta bene così! Questo è stato un duro colpo e devo ammettere che quando ho scritto l’articolo ero particolarmente abbattuta. Non riesco a percepire che l’articolo precedente abbia MINIMAMENTE favorito un dibattito sullo stato delle cose, anzi mi pare che la gente si sia rinforzata nelle loro opinioni per accettare la turbogas.
Con questo articolo non voglio dire che da ora in poi mi disinteresserò della politica di questa zona, ma sarò molto, molto più cauta nel pensare che la gente la pensi come me. Il che rende tutto più difficile di quanto non fosse già, perché si combatte contro qualcosa che è invisibile e che richiede anni di lavoro per essere estirpato: la paura e l’ignoranza.
Rispondo ai punti:
1) Sono pienamente d’accordo che ogni cittadino ha il DOVERE di fare politica attiva (ma putroppo mi sembra che in pratica non lo fa quasi nessuno).
2-3) Non avevo nessuna pretesa di cambiare le cose, ma almeno di sviluppare un dibattito e di informare. Non sono sicura che siano andati in porto nessuno dei due tentativi.
4) La mia coscienza mi impone di farlo.
5) Credo che la politica delle liste sia importante, ma non sono sicura che tutti siano adatti a farla.
6) Dal mio mini sondaggio è apparso proprio il contrario, e cioè che alla gente la turbogas ve bene perché si pensa che le energie compatibili non sono sufficienti. La gente ha paura di perdere il lavoro che invece si terrebbe stretto con la turbogas. Io sono d’accordo che non ci vuole molto, e sinceramente preferirei non avere la turbogas sotto casa mia, ma magari tanti pannelli solari, ma vallo a dire a chi ci lavora…
Capisco moltissimo, il senso di fastidio e di riluttanza che sta provando Flavia, a seguito delle controverse e conigliesche interpretazioni di molti nostri concittadini (sempre pronti a difendere gli interessi dei loro mallevadori …) la situazione è veramente al limite della indecenza.
E capisco anche quello che dice Pie(r), ma tant’è!
Personalmente, alle ultime comunali di Sora del 2006, HO MESSO INSIEME LA LISTA CIVICA FORZA SORA … per appoggiare la candidatura di Cesidio Casinelli.
Nella speranza che le promesse scritte nel suo programma, fossero state realizzate … purtroppo, niente è cambiato e Sora sta definitivamente morendo!
Se potessi tornare indietro, quella lista civica non la farei più.
Da un po di tempo a questa parte mi sto convincendo che per un cittadino onesto e fortemente motivato (come il sottoscritto) È MEGLIO EVITARE DI FAR POLITICA …. e nel frattempo CREARE UN FORTE COMITATO CIVICO … che possa mettere sotto la lente di ingrandimento, tutte le chiacchiere e le fesserie che ci raccontano i nostri soloni di turno!
Un caro saluto da Otello Martini (FORZA SORA)
Colui che sa leggere, porta con sé il potere di valorizzare sé stesso,
di moltiplicare i suoi modi di esistere e di fare della propria vita un’entità piena di interesse e significato!
>>>——-> Aldous Huxley