Durante l’università andai a una conferenza di linguistica. La docente (perdonate la mancanza di precisione) era una una linguista romena che studiava la comunicazione al tempo di Nicolae Ceauşescu. Il dittatore cercava di convincere la popolazione che la Romania era un paese ricco e felice, ripetendo all’infinito eresie simili. Che poi è lo stesso sistema adottato da Berlusconi: se ripeto qualcosa molte volte, usando le parole giuste, qualcuno comincerà a crederci.
Noto però, con una certa preoccupazione, che Berlusconi non è l’unico ad aver fatto sua questa tecnica. Adesso ci si mettono anche i sostenitori del Papa, Mastella e tutti i mezzi di comunicazione. Ma andiamo con ordine.
Il Papa è stato invitato alla Sapienza per parlare. Ha diritto di parlare. E così ce l’hanno anche quelli che lì non lo vogliono. Se questo fosse un paese democratico, il Papa parlerebbe e i manifestanti manifesterebbero. Ma non è così, perché il Papa ha diritto di parlare ma i manifestanti no. Allora il Papa decide di non andare dove sarà sicuramente fischiato (forse preferisce parlare solo davanti a chi lo adora?) e, rovesciando ogni logica, dice che gli è stata tolta la parola. E che succede? Tutti gli credono. Al Papa è stata tolta la parola. Quale paese incivile è mai diventato questo dove si toglie la parola al Papa?
Un paio di giorni fa circolava all’Università dell’Aquila un volantino che purtroppo non sono
riuscita a leggere intitolato: “La Sapienza, la vergogna dell’università italiana”. Da quando è una vergogna esprimere le proprie opinioni? A me sembra tanto che sono stati i manifestanti a non aver avuto libertà di espressione! Ma l’Italia non era un paese in cui la libertà di parola era un diritto? O quel diritto è stato eliminato con l’editto Bulgaro, quando qualcuno ha cacciato Biagi, Santoro e Luttazzi dalla televisione? (A proposito, vergogna a LA7 per aver licenziato Luttazzi senza preavviso e solo perché aveva in programma di criticare l’enciclica del Papa).
Ma ora entrano in gioco i media. Basta che qualcuno dica “non si può impedire al Papa di parlare” e questa stessa frase si sente ripetuta per giorni e giorni, su tutti i telegiornali pronunciata da laici, cattolici, politici e comuni mortali. Nessuno sa dire altro. E ancora, che succede? La gente comincia a crederci, e a ripetere, e più ripete e più ci crede. Il Papa non è stupido, ha ben capito come funzionano i media e la mente delle persone, e ha optato la scelta più conveniente per sé. Quanti dibattiti e quanta attenzione su di sé senza alzare un dito? Ieri sera il TG1 ha dedicato in apertura circa 10 min (vi prego di correggermi se sbaglio) a questa storia. Ancora? Non se ne può più! Nessuno ha messo il bavaglio al Papa: il Papa ha deciso di sua spontanea volontà di non andare alla Sapienza, è stata una sua scelta, nessuno glielo ha imposto. Ma è possibile che si sia diffusa una tale distorsione di una realtà così ovvia?
E poi c’è Mastella. Stessa tecnica del rovesciamento logico: mi accusano? Io non c’entro, è tutto un complotto. Se anche mia moglie e mia suocera sono indagate è sicuramente un complotto dei magistrati. De Magistris e la Forleo? Dei bugiardi. Ed ecco allora che arriva il sostegno di chi ne ha tanta di esperienza in questo campo: Berlusconi (non farebbe comodo anche a lui?) pronuncia le agognate parole “Dobbiamo riformare il sistema giudiziario!”.
E intanto il parlamento? Batte le mani a Mastella. Povero Mastella, sei stato beccato? Ci dispiace tanto, ogni tanto uno deve perire per il bene di tutti, ti siamo vicini! E allora il povero Mastella che fa? Va dal Papa, no? Mal comune mezzo gaudio.
Però ammettiamo che mastella con quella sciarpa rosa è favoloso.
Gli stessi “docenti dissidenti” non hanno potuto esprimere la loro opinione in seno al senato accademico: sono stati messi di fronte al fatto compiuto quando è stata imposta loro la “proposta” di invitare il Papa, senza metterla ai voti.
Tutto questo è inaccettabile.
E poi Mussi e Veltroni vanno a fare i pagliacci alla Sapienza! VERGOGNA!
L’ingerenza della Chiesa sulla politica, sulla ricerca scientifica, sulla vita quotidiana dei cittadini sta superando la soglia di sopportazione di molti. Perfino chi non crede si ritrova ad essere gioco-forza cristiano, poiché il battesimo viene imposto a prescindere dalla volontà di chi lo riceve. Date uno sguardo a questo link:
http://www.sbattezzati.it
Brava !
hai espresso bene il rovesciamento logico che c’è dietro tutta questa faccenda mediatica. Quello che mi preoccupa è che tuttto questo accade sempre più spesso, e la gran massa di persone non sembra rendersene conto, mentre invece i potenti, coperti da manti pseudo religiosi, se ne rendono conto benissimo e non fanno altro che gridare più forte per rendere vere le loro baggianate.
Temo che stiamo andando incontro a tempi bui, neri.
Cerchiamo di non finire affascinati da un capopopolo, di nuovo a piangere di non aver agito prima. Di non esserci fatti sentire, di non aver gridato anche noi forte.
Date un’occhiata : L’uomo a una dimensione-Marcuse
e soprattutto Fuga dalla libertà- Fromm
l’ho letto tanti anni fa ed è stato illuminante.
-Sì, i tempi che si avvicinano sono tristi, e mi meraviglia che neanche gli intellettuali parlino a gran voce.
-Comunque, per rispondere a chimeraweb, anche Berlusconi adesso ha la nuova sciarpetta a pois: lancia la moda “pappone”.
-Volete usufruire dei privegi di Mastella? Non potete non andare su http://dementemastella.blogspot.com/2006/11/cari-lettori-segnatevi-sul-calendario.html
Affrettatevi!
Vorrei aggiungere un ulteriore spunto al dibattito politico-religioso: le critiche dei cosiddetti “intellettuali” in questi anni si sono concentrate solo su Berlusconi, come se tutti i mali italiani fossero concentrati esclusivamente su di lui, oscurando molti aspetti di malapolitica che poi sono drammaticamente emersi negli ultimi tempi (vedi ad esempio l’emergenza rifiuti in Campania). Negli anni è passato di fatto il messaggio di una netta divisione tra i cattivi (ovvero chiunque appartenesse alla sua coalizione) e i “buoni” (chiunque fosse contro di lui, anche solo perché appartenente all’altra parte politica). Il problema è che molta gente a queste favolette alla fine finisce anche per crederci.
Non ci sono i partiti dei “buoni”, come non ci sono quelli dei “cattivi”. Ormai è chiaro a chiunque che il marcio è sia a destra che a sinistra in egual misura. E allo stesso modo, per tornare al nostro discorso sulla vicenda del Papa, i tentacoli della Chiesa si estendono su un “fronte cattolico” virtuale, in modo trasversale rispetto ai due schieramenti politici. Uno “zoccolo duro” cross-partitico attraverso il quale la Chiesa vuole mantenere forte il suo potere. La vedo brutta anch’io….
P.S. A proposito della MastelCard di clEMENTE MASTELLA… la sampgnétta la so’ méssa j’! [= sono stato io a cominciare col passaparola]… quindi citiamo le fonti, please