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La Gerontocrazia  governa l’Italia. E anche il maschilismo. Ma per fortuna non tutto il mondo è paese.

La nuova generazione di markettari inglesi (secondo la rivista Marketing)  è composta da – udite, udite: 6 donne e 3 uomini. Il più vecchio è un uomo e ha 30 anni, mentre la più giovane ne ha 25. E sono tutti ai vertici di importanti marchi aziendali quali Nokia, Audi, Snickers, Harvey Nichols ecc.

Chissà se prima o poi ci riusciremo a fare spazio ai giovani anche a casa?

Mi sono intristita dopo aver letto con grande interesse un lungo e puntuale articolo (in italiano) su El País – Anatomia di Berluscolandia (lo consiglio, è un ottimo articolo a parte qualche refuso).

Berlusconi con le sue assurdità, le gaffe, l’ossessione per il suo aspetto, la storia delle veline, Villa Certosa, le orge, la Carfagna, ecc ecc ecc ecc ecc ecc ecc, non mi fanno neanche più rabbia o sorpresa. Dopo tutto credo che sia malato, come dice anche l’ex-moglie. Continua a leggere

Piazza Duomo

Piazza Duomo

Mi ci sono laureata e ci ho studiato un master: l’Aquila è stata casa mia per circa 7 anni.

Sono estremamente dispiaciuta e abbattuta che la città che conoscevo palmo a palmo ora non c’è più, insieme a 294 persone.

È molto difficile esprimere a parole quel misto di profonda tristezza e rabbia che provo. Per fortuna tutti i miei amici sono vivi, anche se alcuni sono stati colpiti da lutti in famiglia o hanno perso la loro casa.

Non entro nella polemica, visto che si sa che in Italia le cose sono sempre fatte male, così come si sa che molto probabilmente nessuno pagherà per aver guadagnato sulle vite degli altri.
E c’è chi la vede come una vacanza in tenda: tutti gli stranieri sono scioccati dal vergognoso senso dell’umorismo di Berlusconi. Ma perché non sta zitto per una buona volta? Abbiamo davvero toccato il fondo. Mi fermo qui, altrimenti mi ribolle il sangue…

Stando quassù, a Londra, mi sento inutile. Ho seguito gli avvenimenti online sul sito della Repubblica, in diretta, aggiornando la pagina ogni 3-4 minuti per 4 giorni, e mi sono trovata a spiegare alle persone che mi chiedevano se conoscevo il posto, quanto sono legata all’Aquila, all’Abruzzo e ai suoi abitanti con la voce rotta e trattenendo le lacrime.

Ieri, cercando tra le mie borse di tela per portare la spesa, ho trovato quella che ho comprato alla libreria Colacchi, di fronte a Palazzo Camponeschi, in via Roma, all’Aquila, che riporta questa poesiuola:

Quandu ‘u Gran Sassu
se mette ‘u cappejju,
vénnete le crape e comprete ju mantéjju,
quandu ‘u Gran Sassu
se cala le brache
vénnete ju mantéjju e comprete le crape.

Questo è il mio insignificante omaggio al popolo abruzzese: la gente più tosta che abbia mai conosciuto.

Capita a tutti i blogger, o almeno credo…

Dopo più di un anno di articoli, più o meno regolari, mi trovo in un momento in cui non ho molto tempo per scrivere (eh già, domani inizio il mio nuovo lavoro e devo imparare un sacco di cose nuove), ma anche, e soprattutto, ho una specie di blocco dello scrittore.

Ho cambiato pease (di nuovo) e la mia mente sta ancora elaborando i nuovi cambiamenti, non lasciando dietro di sé impressioni definite bensì in divenire.

E quindi, per un po’ il blog sarà in stand-by, visto che sono contraria agli articoli “riempi pagina”. Preferisco non scrivere nulla se non ho nulla da dire.

scheda libro

Il libro di gennaio

Questo libro è un insieme di saggi scritti da alcuni dei più bravi traduttori italiani contemporanei. Si intitola Il mestiere di riflettere. Storie di traduttori e traduzioni. È a cura di Chiara Manfrinato, è pubblicato da Azimut e costa €12,50.

Tutti i proventi raccolti dalle vendite sono devoluti a Biblit, salotto virtuale frequentato dai traduttori, nonché crogiolo di amicizie, consigli e opinioni sulle questioni letterarie e sui problemi pratici del mestiere. Continua a leggere

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